Se siamo amici di Cristo, eleviamoci nella vita cristiana
Per una lettura del Messaggio di S.S. Benedetto XVI per la 26a GMG

 

 
 

 Il breve messaggio di Benedetto XVI può essere letto come la testimonianza affettuosa e saggia di colui che ha sperimentato la fatica e la gioia di elevare la propria vita, passo dopo passo, nella fedeltà a Cristo. Ora lui conosce a fondo le difficoltà del cammino. Però se tornasse indietro rifarebbe senza esitare la stessa strada: perché sa bene, col cuore, con la mente e con l’anima, che solo se seguiamo Cristo come veri amici lungo la via della croce, la nostra vita raggiunge la sua gioia e la sua pienezza.

Ecco allora il senso del messaggio: in un certo modo ora, dall’alto della sua personale esperienza del cuore di Cristo e della sua comprensione dell’animo umano, il papa vorrebbe prendere per mano i giovani e fare loro strada. Sa che come successore di Pietro deve confermare i suoi fratelli nella fede: e allora desidera indicare loro le tappe della crescita con Cristo, perché non si fermino ai gradini più bassi, ma perseverino, si elevino, giungano fino alle vette più alte della vita cristiana.

Cerchiamo di scorgere nella testimonianza del Santo Padre quali sono le tappe della crescita cristiana.

I punti di partenza del cammino di fede possono essere molteplici. Anche il desiderio di uscire dalla banalità e l’anelito per ciò che è realmente grande” possono favorire la ricerca di Dio, perché – riconosceva S. Agostino – il nostro cuore è fatto per Lui e rimane inquieto finche non lo trova.

Però l’apertura verso Dio non significa ancora averlo incontrato e amato. L’esperienza cristiana non è un confronto vago col divino, ma è “relazione personale con Gesù Cristo”. “Quando entriamo in rapporto personale con Lui, Cristo ci rivela la nostra identità, e, nella sua amicizia, la vita cresce e si realizza in pienezza”. Ecco che il cammino di elevazione fa un balzo in avanti e si aprono le prospettive della carità, in cui addentrarsi.

L’amicizia con Cristo potrebbe però fermarsi al livello di un sentimento forte e sincero, ma passeggero, evanescente. Anche la GMG può offrire un impulso autentico ad uno slancio dei giovani verso Cristo. Però lo slancio deve condurre poi ad una decisione stabile, duratura. E questa si basa non solo sul sentimento sincero, ma sulla ricerca e l’accoglienza della volontà del Signore: “Sì, il Signore mi vuole, pertanto mi darà anche la forza. Nell’ascoltarLo, nell’andare insieme con Lui divento veramente me stesso. Non conta la realizzazione dei miei propri desideri, ma la Sua volontà. Così la vita diventa autentica”.

Radicarsi e fondarsi in Cristo significa legarsi alla sua Parola, edificare su di essa la propria vita, come sulla roccia. L’amico di Cristo è colui che si fida pienamente della sua Parola, ne fa il punto di riferimento sicuro tra le innumerevoli proposte e suggestioni della vita, l’arma con cui “affrontare con coraggio e speranza le difficoltà, i problemi, anche le delusioni e le sconfitte”.

Progredisce nell’amicizia di Cristo chi segue il suo Vangelo abbracciando con Lui anche la croce, “segno dell’amore di Dio”, “fonte di vita nuova”.

La via della croce non può essere percorsa nella solitudine, ma solo nella compagnia di Cristo. L’amico sa accogliere e vedere Cristo nell’Eucaristia e nella Penitenza. Sa riconoscerlo e servirlo “anche nei poveri, nei malati, nei fratelli che sono in difficoltà e hanno bisogno di aiuto”. Sa cercarlo nella lettura del Vangelo e nella fede della Chiesa. Sa porre in Lui la propria fiducia tramite la preghiera, certo che il Signore non tradirà mai.

E’ tuttavia un’illusione coltivare un’amicizia intima con Cristo senza la Chiesa. La Chiesa è il suo Corpo. E ogni membro ha un bene e un aiuto prezioso da portare per l’edificazione di tutto il Corpo. “La nostra fede personale in Cristo, nata dal dialogo con Lui, è legata alla fede della Chiesa: non siamo credenti isolati, ma, mediante il Battesimo, siamo membri di questa grande famiglia, ed è la fede professata dalla Chiesa che dona sicurezza alla nostra fede personale”

La crescita nell’amicizia spinge alla testimonianza di Cristo, “una testimonianza vivente della forza della fede che si esprime nella carità”. Anche la GMG è un forte invito alla missione, dei giovani verso gli altri giovani e verso il mondo intero: “Cristo non è un bene solo per noi stessi, è il bene più prezioso che abbiamo da condividere con gli altri”.

L’elevazione nella fede e nell’amicizia di Cristo non potrà mai fermarsi. Essa guarda alla grande carità, alla santità, al dono perfetto di sé. Maria Santissima, Madre della Redenzione, ne è il modello sublime. Se guardiamo a Lei non possiamo mai accontentarci del nostro grado di amore per Cristo. Il suo è sempre oltre, infinitamente. Però è un amore che attrae, incoraggia, sprona. Uniti a Lei, gli amici di Cristo non si fermano mai. Gli orizzonti della missione e della santità sono sempre più avanti. Continuare il cammino è la gioia vera.

Sac. Francesco Brancaccio

 

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