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Tutti i commenti sono di Mons. Costantino Di Bruno
                                   consultazione Num. 19080
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VANGELO DEL GIORNO E PRIMA LETTURA
Bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me
At 3,11-26; Sal 8
25 APRILE (Lc 24,35-48)      
Anno2019

Sulla via verso Emmaus Gesù parte dalla spiegazione delle Scritture sul Cristo di Dio e poi in casa rivela la sua identità. Il Crocifisso, che è il Risorto, che è Gesù, è il vero Unto del Signore. Nel Cenacolo, la sera della Pasqua, si compie un altro grandissimo mistero, simile a quello avvenuto sulla via, ma non identico. Qui prima Gesù si fa vedere. La visione da sola non è sufficiente perché si identifichi il Crocifisso con il Risorto, il Risorto con il Crocifisso. Essi pensano di vedere un fantasma. Alla visione si deve modificare la struttura della mente e del cuore, prima però passando per la mente e poi giungendo fino al cuore. Nel Cenacolo Gesù non spiega le Scritture, dice che esse tutte si sono compiute in Lui, nella sua Persona. Ai Dodici il Signore concede una grazia particolare: apre loro la mente per comprendere ogni profezia, oracolo, giuramento, promessa fatta dal Signore. Nulla di quanto è scritto su di Lui nella Legge, nei Profeti, nei Salmi dovrà essere sconosciuto da essi e neanche mal compreso.
A questo punto urge una attenta riflessione al fine di mettere in luce il pensiero odierno di molti discepoli di Gesù. Se la visione di Gesù risorto non è stata sufficiente a creare la luce nel cuore dei Dodici, ma è stato necessario aprire loro la mente all’intelligenza delle Scritture, possono oggi i discepoli pensare di poter conoscere il Cristo di Dio, la sua verità, la sua missione, non solo non conoscendo le Scritture, ma anche volutamente ignorandole, disprezzandole, dichiarandole fuori corsi, dicendo che su di esse non si può più edificare l’edificio della fede? Si può conoscere l’Unto del Signore, il Redentore e il Salvatore del mondo, se ogni verità della Scrittura su di Lui viene abilmente, con scienza e arte satanica, sostituita con il pensiero della terra? Si può ancora predicare Cristo e la sua salvezza se questa verità è stata cancellata, perché oggi si insegna dai figli della Chiesa, dai discepoli di Gesù che ogni via è buona per andare a Dio, per la salvezza dell’uomo? Se il Vangelo non serve più per la salvezza degli altri, non serve più per la salvezza di chi ancora crede in Cristo. Ecco allora la logica conclusione. Se non serve agli altri, neanche a noi serve. Di esso si può fare a meno. È giusto che venga dichiarato non più principio e fondamento della nostra fede. Ormai neanche più la ragione, un tempo utile all’uomo per separare il bene dal male, serve più. Oggi tutto si risolve con la volontà. È oggi la volontà personale di ciascuno che da se stessa, senza alcun riferimento soprannaturale, dice il bene e il male.
Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro. Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni.
Urge convincersi e subito. Se i figli della Chiesa si privano della verità delle Scritture – le vie per liberarsi da esse oggi sono molteplici, innumerevoli – si perde all’istante la verità di Gesù Signore. Persa la verità di Cristo, la prima verità che si perde è quella del Padre e dello Spirito Santo. Subito dopo si perde la verità della Chiesa, e la verità della Chiesa è quella del Papa, dei Vescovi, dei Presbiteri, dei Diaconi, dei Cresimati, dei Battezzati, degli Sposati, di quanti si accostano al sacramento della Penitenza e a quello dell’Eucaristia. Perse queste verità, è la verità dell’uomo che si perde, assieme alla verità delle cose, del tempo e anche dell’eternità. Dell’edificio della verità Gesù è la Pietra Angolare. Si toglie Cristo, tutto l’edificio crolla. Resta un cumulo di falsità.
Madre di Dio, Angeli, Santi, aiutateci a rimettere Cristo a fondamento della verità.

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LITURGIA DEL GIORNO
PRIMA LETTURA
Convertitevi dunque e cambiate vita
At 3,11-26; Sal 8; Lc 24,35-48
25 aprile       Anno2019
La fede non solo va vissuta, va anche illuminata. Pietro ha dato la vita allo storpio fin dalla nascita. È giusto che spieghi al popolo cosa realmente è avvenuto. Lo storpio non sta sano e salvo dinanzi alla gente che si è riunita, perché Pietro ha un qualche potere o una qualche capacità di operare tali meraviglie. Lui non ha alcun potere. Il suo potere è quello di Cristo Gesù nel quale lui ha creduto. Chi ha operato il miracolo è stata la potenza di Cristo che ha agito sullo storpio per la fede riposta nel suo nome. Il Gesù di Pietro è il Crocifisso dagli uomini. È il Risorto dal Padre, il Glorificato dal Dio di Abramo. Non solo Dio lo ha glorificato, ha anche stabilito che solo nel suo nome vi è vita, benedizione, grazia, luce per ogni uomo. Come la fede in Cristo ha dato vita allo storpio, così la fede in Lui darà la vita ad ogni altro uomo, che giace nella paralisi dell’anima, dello spirito, del corpo, dei pensieri, della volontà, dei desideri. La fede non è dell’umanità. Questa sempre sarà senza alcuna fede. A lei basta qualche spicciolo. Essa è invece dell’Apostolo di Cristo Gesù. È l’apostolo, il discepolo, il cristiano che deve camminare con fede forte in Cristo e, per mezzo di essa, manifestare tutta la potenza rinnovatrice e salvatrice posta dal Padre nel suo servo Gesù, il Risorto.
Mentre egli tratteneva Pietro e Giovanni, tutto il popolo, fuori di sé per lo stupore, accorse verso di loro al portico detto di Salomone. Vedendo ciò, Pietro disse al popolo: «Uomini d’Israele, perché vi meravigliate di questo e perché continuate a fissarci come se per nostro potere o per la nostra religiosità avessimo fatto camminare quest’uomo? Il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe, il Dio dei nostri padri ha glorificato il suo servo Gesù, che voi avete consegnato e rinnegato di fronte a Pilato, mentre egli aveva deciso di liberarlo; voi invece avete rinnegato il Santo e il Giusto, e avete chiesto che vi fosse graziato un assassino. Avete ucciso l’autore della vita, ma Dio l’ha risuscitato dai morti: noi ne siamo testimoni. E per la fede riposta in lui, il nome di Gesù ha dato vigore a quest’uomo che voi vedete e conoscete; la fede che viene da lui ha dato a quest’uomo la perfetta guarigione alla presenza di tutti voi.
Ora, fratelli, io so che voi avete agito per ignoranza, come pure i vostri capi. Ma Dio ha così compiuto ciò che aveva preannunciato per bocca di tutti i profeti, che cioè il suo Cristo doveva soffrire. Convertitevi dunque e cambiate vita, perché siano cancellati i vostri peccati e così possano giungere i tempi della consolazione da parte del Signore ed egli mandi colui che vi aveva destinato come Cristo, cioè Gesù. Bisogna che il cielo lo accolga fino ai tempi della ricostituzione di tutte le cose, delle quali Dio ha parlato per bocca dei suoi santi profeti fin dall’antichità. Mosè infatti disse: Il Signore vostro Dio farà sorgere per voi, dai vostri fratelli, un profeta come me; voi lo ascolterete in tutto quello che egli vi dirà. E avverrà: chiunque non ascolterà quel profeta, sarà estirpato di mezzo al popolo. E tutti i profeti, a cominciare da Samuele e da quanti parlarono in seguito, annunciarono anch’essi questi giorni. Voi siete i figli dei profeti e dell’alleanza che Dio stabilì con i vostri padri, quando disse ad Abramo: Nella tua discendenza saranno benedette tutte le nazioni della terra. Dio, dopo aver risuscitato il suo servo, l’ha mandato prima di tutto a voi per portarvi la benedizione, perché ciascuno di voi si allontani dalle sue iniquità».
Si può sbagliare nella vita. Si può agire con ignoranza, per non perfetta scienza, per mancanza di dottrina e di verità. Se però Dio interviene direttamente dal cielo e ci rivela qual è il nostro errore, non possiamo più perseverare in esso. Dobbiamo convertirci, cambiare vita, entrare in possesso della verità. Prima che Cristo risuscitasse, si poteva anche dubitare di Lui. La sua Parola non si era ancora compiuta. Gesù invece ha attestato di essere il vero profeta promesso e mandato da Dio perché tutta la sua Parola si è compiuta. Si è compiuta quando ha operato prodigi. Lui comandava e le cose avvenivano. Lui ha chiamato Lazzaro da quattro giorni nel sepolcro e Lazzaro è venuto fuori. Ha detto che Lui sarebbe risuscitato il terzo giorno e la sua parola si è compiuta così come da Lui è stata proferita. Chi, dopo la sua risurrezione dai morti, non si converte e non entra nella verità di Cristo, attesta che non ha agito per ignoranza, ma per malvagità. Chi agisce per ignoranza sempre si converte, avuta la prova della verità. Chi opera per malvagità, rimane ancorato nella sua cattiveria.
Madre di Dio, Angeli, Santi, fate che mai la cattiveria si impossessi del nostro cuore.