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Tutti i commenti sono di Mons. Costantino Di Bruno
                                   consultazione Num. 22605
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VANGELO DEL GIORNO E PRIMA LETTURA
Tu sei il Figlio di Dio!
GIOVEDÌ (Mc 3,7-12)
23 GENNAIO (Mc 3,7-12))      
Anno2020

Per odio, gli spiriti immondi rivelano che Gesù è il Figlio di Dio, il suo Messia. Vogliono la sua rovina. I figli d’Israele non attendono un Messia Crocifisso. Per essi il Cristo di Dio è un nuovo Davide che abbatte tutti i Golia del mondo e libera la loro terra da ogni invasione straniera. Questo Messia non solo non è secondo la verità di Dio, ma neanche avrebbe avuto vita lunga sulla terra. Per Roma c’era un solo re e un solo imperatore. Tutti gli altri andavano eliminati o ridotti a sudditanza. Il Messia delle profezie ha una missione universale particolarissima: “Ecco il mio servo che io sostengo, il mio eletto di cui mi compiaccio. Ho posto il mio spirito su di lui; egli porterà il diritto alle nazioni. Non griderà né alzerà il tono, non farà udire in piazza la sua voce, non spezzerà una canna incrinata, non spegnerà uno stoppino dalla fiamma smorta; proclamerà il diritto con verità. Non verrà meno e non si abbatterà, finché non avrà stabilito il diritto sulla terra, e le isole attendono il suo insegnamento. Così dice il Signore Dio, che crea i cieli e li dispiega, distende la terra con ciò che vi nasce, dà il respiro alla gente che la abita e l’alito a quanti camminano su di essa: «Io, il Signore, ti ho chiamato per la giustizia e ti ho preso per mano; ti ho formato e ti ho stabilito come alleanza del popolo e luce delle nazioni, perché tu apra gli occhi ai ciechi e faccia uscire dal carcere i prigionieri, dalla reclusione coloro che abitano nelle tenebre” (Is 42,1-7). Il vero Messia è portatore di luce, speranza vera, autentica liberazione.
Ma il Messia delle profezie è avvolto dall’indicibile sofferenza: “Il Signore Dio mi ha dato una lingua da discepolo, perché io sappia indirizzare una parola allo sfiduciato. Ogni mattina fa attento il mio orecchio perché io ascolti come i discepoli. Il Signore Dio mi ha aperto l’orecchio e io non ho opposto resistenza, non mi sono tirato indietro. Ho presentato il mio dorso ai flagellatori, le mie guance a coloro che mi strappavano la barba; non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi. Il Signore Dio mi assiste, per questo non resto svergognato, per questo rendo la mia faccia dura come pietra, sapendo di non restare confuso. È vicino chi mi rende giustizia: chi oserà venire a contesa con me? Affrontiamoci. Chi mi accusa? Si avvicini a me. Ecco, il Signore Dio mi assiste: chi mi dichiarerà colpevole?” (Is 50,4-9). Sappiamo che un Messia crocifisso come rivela San Paolo ai Corinzi è scandalo e stoltezza: “Poiché infatti, nel disegno sapiente di Dio, il mondo, con tutta la sua sapienza, non ha conosciuto Dio, è piaciuto a Dio salvare i credenti con la stoltezza della predicazione. Mentre i Giudei chiedono segni e i Greci cercano sapienza, noi invece annunciamo Cristo crocifisso: scandalo per i Giudei e stoltezza per i pagani; ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci, Cristo è potenza di Dio e sapienza di Dio. Infatti ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini, e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini” (1Cor 1,21-25). Queste non sono che solo due delle moltissime profezie sul Messia che troviamo nella Legge, nei Profeti, Nei Salmi. La grande sofferenza è essenza della missione del Cristo di Dio. Essa è tutta descritta e profetizzata nei più piccoli dettagli.
In quel tempo, Gesù, con i suoi discepoli si ritirò presso il mare e lo seguì molta folla dalla Galilea. Dalla Giudea e da Gerusalemme, dall’Idumea e da oltre il Giordano e dalle parti di Tiro e Sidòne, una grande folla, sentendo quanto faceva, andò da lui. Allora egli disse ai suoi discepoli di tenergli pronta una barca, a causa della folla, perché non lo schiacciassero. Infatti aveva guarito molti, cosicché quanti avevano qualche male si gettavano su di lui per toccarlo. Gli spiriti impuri, quando lo vedevano, cadevano ai suoi piedi e gridavano: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli imponeva loro severamente di non svelare chi egli fosse.
Gesù non vuole che la sua identità venga svelata e impone agli spiriti impuri severamente di non svelarla. La via della fede non passa oggi per la rivelazione, ma per la storia. Prima si deve compiere tutto quanto è scritto per Lui nella Parola di Dio e poi si potrà predicare la sua verità e identità senza più alcuna riserva. Gesù è nello Spirito Santo e conosce che oggi non vi è altra via se non quella della storia. Chi è nello Spirito di Dio saprà sempre per quale via si deve pervenire alla verità. Chi non è nello Spirito Santo sempre camminerà secondo vie errate e provocherà seri danni.
Madre di Dio, Angeli, Santi, fate che mai percorriamo vie di errore e di menzogna.

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LITURGIA DEL GIORNO
PRIMA LETTURA
SAUL, MIO PADRE, CERCA DI UCCIDERTI
GIOVEDÌ (1Sam 18,6-9; 19,1-7)
23 gennaio       Anno2020
Il Signore da Saul ha ritirato il suo Santo Spirito. Il re viene assalito da uno spirito sovrumano di gelosia che lo consuma nel cuore, nello spirito, nell’anima. Davide non era nel campo di battaglia, quando Golia ha sfidato le schiere di Israele. Saul ha ascoltato la sfida, ma si è guardato bene dall’affrontare il Gigante e così nessuno dei suoi soldati lo ha affrontato. Davide invece lo ha sfidato e lo ha vinto nel nome del Signore. È giusto che gli venga riconosciuta la gloria che è di Dio, ma anche sua come strumento nelle mani del Signore. Le donne d’Israele riconoscono quanto Davide ha fatto e cantano di gioia ed esultanza. Saul diviene geloso e da questo momento nel suo cuore entra lo spirito del male come spirito di gelosia e gli crea un invincibile volontà e desiderio di morte verso Davide. È come se lo spirito del male dicesse a Saul: “Finché Davide vive tu sarai considerato sempre meno di lui. Verrà anche il momento in cui vorranno che lui diventi re al tuo posto. Uccidilo e il trono sarà tuo per sempre”. Questa volontà, sempre alimentata dallo spirito di gelosia, cresce nel suo cuore e si trasforma in reale volontà di uccisione. La morte di Davide è vista coma la sola via possibile di pace. La sua morte è la tua pace. La sua vita è la tua morte. Per lo spirito sovrumano della gelosia Davide deve morire. La decisione è presa. Davide va ucciso. Ma Davide è stato scelto da Dio, non si è scelto. Il Gigante lo ha ucciso nel nome del Signore degli eserciti, non nel proprio nome. Se Dio lo ha scelto e lo ha condotto alla vittoria, potrà permettere che venga ucciso? Mai. La salvezza di Davide è solo dal Signore. Davide veramente può dire: “Se il Signore non fosse stato per noi – lo dica Israele –, se il Signore non fosse stato per noi, quando eravamo assaliti, allora ci avrebbero inghiottiti vivi, quando divampò contro di noi la loro collera. Allora le acque ci avrebbero travolti, un torrente ci avrebbe sommersi; allora ci avrebbero sommersi acque impetuose. Sia benedetto il Signore, che non ci ha consegnati in preda ai loro denti. Siamo stati liberati come un passero dal laccio dei cacciatori: il laccio si è spezzato e noi siamo scampati. Il nostro aiuto è nel nome del Signore: egli ha fatto cielo e terra” (Sal 124 (123). Non c’è salvezza se non dal Signore nostro Dio.
In quei giorni, mentre Davide tornava dall’uccisione del Filisteo, uscirono le donne da tutte le città d’Israele a cantare e a danzare incontro al re Saul, accompagnandosi con i tamburelli, con grida di gioia e con sistri. Le donne cantavano danzando e dicevano: «Ha ucciso Saul i suoi mille e Davide i suoi diecimila». Saul ne fu molto irritato e gli parvero cattive quelle parole. Diceva: «Hanno dato a Davide diecimila, a me ne hanno dati mille. Non gli manca altro che il regno». Così da quel giorno in poi Saul guardava sospettoso Davide. Saul comunicò a Giònata, suo figlio, e ai suoi ministri di voler uccidere Davide. Ma Giònata, figlio di Saul, nutriva grande affetto per Davide. Giònata informò Davide dicendo: «Saul, mio padre, cerca di ucciderti. Sta’ in guardia domani, sta’ al riparo e nasconditi. Io uscirò e starò al fianco di mio padre nella campagna dove sarai tu e parlerò in tuo favore a mio padre. Ciò che vedrò te lo farò sapere». Giònata parlò dunque a Saul, suo padre, in favore di Davide e gli disse: «Non pecchi il re contro il suo servo, contro Davide, che non ha peccato contro di te, che anzi ha fatto cose belle per te. Egli ha esposto la vita, quando abbatté il Filisteo, e il Signore ha concesso una grande salvezza a tutto Israele. Hai visto e hai gioito. Dunque, perché pecchi contro un innocente, uccidendo Davide senza motivo?». Saul ascoltò la voce di Giònata e giurò: «Per la vita del Signore, non morirà!». Giònata chiamò Davide e gli riferì questo colloquio. Poi Giònata introdusse presso Saul Davide, che rimase alla sua presenza come prima.
Per salvare Davide da morte certa il Signore si serve di Gionata. Come? Creando nel cuore del figlio del re una fortissima amicizia verso Davide. È come se il cuore di Gionata fosse il cuore di Davide e il cuore di Davide il cuore di Gionata. Le vie di Dio per la salvezza dei suoi amici sono avvolte da un mistero impensabile, inimmaginabile. Come è infinita la sua sapienza, così infinite sono le vie del Signore. Questa verità deve creare nel cuore una sola certezza: nella mia fedeltà a Lui sempre il Signore troverà per me una via di salvezza. Anche sulla croce c’è salvezza per i suoi giusti. La sofferenza serve a provare la nostra fede, essa mai è la nostra sconfitta. Per il giusto la prova è per la sua vittoria, non per la vittoria su di lui dei suoi nemici. È verità eterna.
Madre di Dio, Angeli, Santi, fateci di fede vera nella salvezza misteriosa del nostro Dio.