CLICCA SULL'ARGOMENTO
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
Pagina iniziale
Tutti i commenti sono di Mons. Costantino Di Bruno
                                   consultazione Num. 19663
                                       Utenti connessi n° 103
VANGELO DEL GIORNO E PRIMA LETTURA
Perché la gente non veda che tu digiuni
2 Cor 9,6-11; Sal 111
19 GIUGNO (Mt 6,1-6.16-18)      
Anno2019

Cristiano è colui che in Cristo, sotto costante mozione e guida dello Spirito Santo, ha consegnato la sua vita al Padre perché per mezzo di essa si manifesti tutta la sua gloria. Il cristiano è un consacrato al servizio della gloria di Dio. Se lavora per la gloria del Padre, non può lavorare per la sua gloria. Se lavora per la sua gloria, di certo non lavorerà per la gloria del Padre. il Padre mai gli potrà dare la ricompensa eterna. San Paolo esorta sia i Corinzi che i Romani a vivere sempre secondo questa finalità.
Dunque, sia che mangiate sia che beviate sia che facciate qualsiasi altra cosa, fate tutto per la gloria di Dio. Non siate motivo di scandalo né ai Giudei, né ai Greci, né alla Chiesa di Dio; così come io mi sforzo di piacere a tutti in tutto, senza cercare il mio interesse ma quello di molti, perché giungano alla salvezza (1Cor 10,31-33). Noi, che siamo i forti, abbiamo il dovere di portare le infermità dei deboli, senza compiacere noi stessi. Ciascuno di noi cerchi di piacere al prossimo nel bene, per edificarlo. Anche Cristo infatti non cercò di piacere a se stesso, ma, come sta scritto: Gli insulti di chi ti insulta ricadano su di me. Tutto ciò che è stato scritto prima di noi, è stato scritto per nostra istruzione, perché, in virtù della perseveranza e della consolazione che provengono dalle Scritture, teniamo viva la speranza. E il Dio della perseveranza e della consolazione vi conceda di avere gli uni verso gli altri gli stessi sentimenti, sull’esempio di Cristo Gesù, perché con un solo animo e una voce sola rendiate gloria a Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo. Accoglietevi perciò gli uni gli altri come anche Cristo accolse voi, per la gloria di Dio (Cfr. Rm 15,1-9).
Una mistica dei nostri tempi così ha pensato e sempre vissuto, sotto perenne mozione dello Spirito Santo la sua vita. Anche un suo sospiro è per la gloria del Signore.
Per te... Signore, vivo, cammino, vado, annunzio la tua Parola. Per te... Signore, cerco, chiedo, trovo, busso alla tua porta. Per te... Signore, spero, amo, credo, attendo che tu venga. Per te... Signore, visito, curo, conforto, allevio la sofferenza. Per te... Signore, non attendo, non voglio, non desidero, non aspiro alla ricompensa degli uomini. Per te... Signore, soffro, patisco, sopporto, muoio per stare sempre con te. Per te... Signore, la sofferenza è gioia, la croce è risurrezione, la morte è vita, l'offerta di me è dono di te. Per te... Signore, l'obbedienza, il sacrificio, la stalla, la croce è via per la gloria del Padre tuo. Per te... Signore, i nostri pensieri non contano, non valgono, non danno la vita, non ci conducono a te per l'eternità. Per te... Signore, il dono della vita per il Vangelo e la tua Parola di verità ci dà la gioia del paradiso.
Gesù ci avverte. Se lavoriamo per la gloria di Dio, il Padre ci darà la sua ricompensa eterna nel suo cielo di beatitudine e di gioia eterna. Se lavoriamo per la nostra gloria, abbiamo già ricevuto la nostra gioia effimera. Dio mai ci potrà ricompensare. Non abbiamo lavorato per Lui. Per giustizia Lui nulla deve a noi. Siamo senza ricompensa eterna. A che giova all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la sua anima?
State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli. Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
Ognuno è obbligato a scegliere. Chi serve se stesso avrà la ricompensa da se stesso. È una ricompensa di morte. Chi serve Dio, avrà la ricompensa da Dio e sarà eterna.
Madre di Dio, Angeli, Santi, fate che tutto facciamo per la gloria del nostro Dio.

______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________
LITURGIA DEL GIORNO
PRIMA LETTURA
Chi semina scarsamente, scarsamente raccoglierà
2 Cor 9,6-11; Sal 111; Mt 6,1-6.16-18
19 giugno       Anno2019
Paolo, servendosi del Salmo, insegna che l’elemosina è in tutto simile alla privazione che fa il contadino quando deve seminare il grano. Si priva di una parte di esso ma per avere ancora grano per un intero anno. Se lui semina poco, poco raccoglie, se semina molto, molto raccoglie. Nella Scrittura Antica l’elemosina è un deposito presso Dio, nella sua banca del cielo. Essa è sempre a nostra disposizione e per di più con la benedizione del Signore, capace cioè di soddisfare ogni nostra urgenza e necessità.
Quando il Signore ristabilì la sorte di Sion, ci sembrava di sognare. Allora la nostra bocca si riempì di sorriso, la nostra lingua di gioia. Allora si diceva tra le genti: «Il Signore ha fatto grandi cose per loro». Grandi cose ha fatto il Signore per noi: eravamo pieni di gioia. Ristabilisci, Signore, la nostra sorte, come i torrenti del Negheb. Chi semina nelle lacrime mieterà nella gioia. Nell’andare, se ne va piangendo, portando la semente da gettare, ma nel tornare, viene con gioia, portando i suoi covoni (Sal 126 (125) 1-6).
Tuttavia sii paziente con il misero, e non fargli attendere troppo a lungo l’elemosina. Per amore del comandamento soccorri chi ha bisogno, secondo la sua necessità non rimandarlo a mani vuote. Perdi pure denaro per un fratello e un amico, non si arrugginisca inutilmente sotto una pietra. Disponi dei beni secondo i comandamenti dell’Altissimo e ti saranno più utili dell’oro. Riponi l’elemosina nei tuoi scrigni ed essa ti libererà da ogni male. Meglio di uno scudo resistente e di una lancia pesante, essa combatterà per te di fronte al nemico (Sir 29,8-12).
San Paolo insegna una ulteriore verità che riguarda l’elemosina. Noi aiutiamo il fratello con l’elemosina a risolvere una sua necessità. Il Signore benedice la nostra offerta e la trasforma in liberazione per una nostra necessità. La necessità del fratello potrebbe essere stata di un pezzo di pane. La nostra invece si potrebbe rivelare dal prezzo altissimo. Per un modico dono il Signore farà a noi un grande dono.
Ho provato grande gioia nel Signore perché finalmente avete fatto rifiorire la vostra premura nei miei riguardi: l’avevate anche prima, ma non ne avete avuto l’occasione. Non dico questo per bisogno, perché ho imparato a bastare a me stesso in ogni occasione. So vivere nella povertà come so vivere nell’abbondanza; sono allenato a tutto e per tutto, alla sazietà e alla fame, all’abbondanza e all’indigenza. Tutto posso in colui che mi dà la forza. Avete fatto bene tuttavia a prendere parte alle mie tribolazioni. Lo sapete anche voi, Filippesi, che all’inizio della predicazione del Vangelo, quando partii dalla Macedonia, nessuna Chiesa mi aprì un conto di dare e avere, se non voi soli; e anche a Tessalònica mi avete inviato per due volte il necessario. Non è però il vostro dono che io cerco, ma il frutto che va in abbondanza sul vostro conto. Ho il necessario e anche il superfluo; sono ricolmo dei vostri doni ricevuti da Epafrodìto, che sono un piacevole profumo, un sacrificio gradito, che piace a Dio. Il mio Dio, a sua volta, colmerà ogni vostro bisogno secondo la sua ricchezza con magnificenza, in Cristo Gesù. Al Dio e Padre nostro sia gloria nei secoli dei secoli. Amen (Fil 4,10-2).
La generosità sempre si trasforma in ricchezza per chi la compie. Diviene ricchezza spirituale e anche materiale, per il tempo e per l’eternità. Se non condividiamo i beni con i fratelli, neanche Dio condividerà i suoi beni con noi. Saremo esclusi dal suo Cielo.
Tenete presente questo: chi semina scarsamente, scarsamente raccoglierà e chi semina con larghezza, con larghezza raccoglierà. Ciascuno dia secondo quanto ha deciso nel suo cuore, non con tristezza né per forza, perché Dio ama chi dona con gioia. Del resto, Dio ha potere di far abbondare in voi ogni grazia perché, avendo sempre il necessario in tutto, possiate compiere generosamente tutte le opere di bene. Sta scritto infatti: Ha largheggiato, ha dato ai poveri, la sua giustizia dura in eterno. Colui che dà il seme al seminatore e il pane per il nutrimento, darà e moltiplicherà anche la vostra semente e farà crescere i frutti della vostra giustizia. Così sarete ricchi per ogni generosità, la quale farà salire a Dio l’inno di ringraziamento per mezzo nostro.
Siamo tutti chiamati ad imitare il contadino. Lui raccoglie cento misure di grano? Trenta le mette da parte per la semina. La nostra semina è l’elemosina. Seminiamo trenta, non raccogliamo cento, ma un bene infinito, eterno. Saremo ricchi per l’eternità.
Madre di Dio, Angeli, Santi, fate che usiamo saggiamente ogni bene della terra.