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Tutti i commenti sono di Mons. Costantino Di Bruno
                                   consultazione Num. 18372
                                       Utenti connessi n° 75
VANGELO DEL GIORNO E PRIMA LETTURA
Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa
1 Pt 5, 1-4; Sal 22
22 FEBBRAIO (Mt 16,13-19)      
Anno2019

Un po’ di onestà, non soprannaturale, non di fede, non di convinzioni religiose, ma solamente intellettuale, razionale, umana, è necessaria ad ogni uomo che vive sulla nostra terra. Questa onestà investe due persone: Gesù e Pietro. Al di là se il racconto sia vero, falso, inventato, creato ad arte, in questo brano del Vangelo, che è parte essenziale di tutto il Vangelo – esso infatti non esiste senza queste due persone: Gesù e Pietro – con somma onestà dobbiamo affermare che esso è portatore di due verità: Gesù, il Nazareno, è il Cristo di Dio. Pietro è il fondamento sul quale Gesù edificherà la sua Chiesa. Onestà vuole che non si debba mai separare Cristo e Pietro. Cristo Gesù è venuto per edificare sulla terra la sua Chiesa. Fondamento della sua Chiesa è Pietro. Gesù è fondamento invisibile, Pietro è fondamento visibile. Fondamento invisibile e visibile non sono due fondamenta, ma un solo fondamento. Non sono due Chiese, quella visibile e l’altra invisibile, ma una sola Chiesa. Infatti noi confessiamo nel Credo che la Chiesa è una, santa, cattolica, apostolica. Essa è il corpo di Cristo. Il corpo di Cristo nella storia è fondato su Pietro. Senza Pietro a fondamento, non c’è la Chiesa di Gesù Signore. Pietro è il solo fondamento sul quale la Chiesa di Gesù viene edificata.
Quali sono le conseguenze per Pietro di questa promessa di Gesù? Come Cristo per rivelare e affermare la sua verità è andato incontro alla morte di croce, così Pietro per rivelare e affermare la sua verità deve essere pronto ad ogni martirio. Pietro non è uomo tra gli uomini. Non è persona che dipende dagli uomini. Lui è persona che è solo da Cristo Gesù, a servizio di Cristo Gesù, come fondamento visibile della sua Chiesa. Lui non è “primus inter pares”, neanche presidente di un’assemblea di Chiese, nella quale ognuna di esse vive la sua vita in autonomia da Pietro, ma ognuna è collegata a Pietro come vera Chiesa di Cristo. Pietro è obbligato a non riconoscere come vera Chiesa di Cristo Gesù nessuna Chiesa che non è posta sul suo fondamento, nessuna Chiesa che non vive con Lui una comunione di obbedienza gerarchica. Le forme della comunione possono variare da luogo a luogo, tempo a tempo, l’essenza della comunione dovrà rimanere stabile in eterno. Qual è l’essenza della comunione gerarchica? Che la Chiesa di Cristo Gesù è solo quella costruita su Pietro.
Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti». Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».
Come ci si deve convertire al Vangelo, così è necessario convertirsi a Pietro, perché Pietro è essenza del Vangelo, perché è essenza della Chiesa di Cristo Gesù. Come non può esistere la Chiesa di Dio senza Cristo, così mai potrà esistere la Chiesa di Cristo senza Pietro. Ci si converte a Pietro, ci si converte a Cristo, ci si converte alla vera Chiesa. Ci si converte al Vangelo, non ci si converte a Pietro, la nostra conversione è parziale. Ci si converte ad una parte del Vangelo, ma non a tutto il Vangelo. O ci si converte a tutto il Vangelo, o la nostra conversione è vana, perché non è vera conversione a Gesù Signore. Anche Pietro si deve quotidianamente convertire a Pietro, altrimenti la sua conversione al Vangelo non è vera. Il Vangelo verrebbe a mancare di Pietro e se manca di Pietro manca anche del vero Cristo. Il rischio è di avere un Cristo idolo e una Chiesa adoratrice di idoli. Non solo Pietro, ogni altro discepolo di Gesù si deve convertire alla sua verità. Qual è la verità di ogni discepolo? Che lui sempre deve rimanere sul fondamento di Pietro sul quale la Chiesa di Cristo Signore è stata edificata. È obbligo personale dal quale nessuno può liberarsi.
Madre di Dio, Angeli, Santi, aiutate ogni cristiano a edificare se stesso su Pietro.
 

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LITURGIA DEL GIORNO
PRIMA LETTURA
Facendovi modelli del gregge
1Pt 5, 1-4; Sal 22; Mt 16,13-19
22 febbraio       Anno2019
San Pietro si annunzia come testimone delle sofferenze di Cristo Gesù. Esse non sono solo quelle dell’ultimo giorno, quando venne arrestato, giudicato, condannato, consegnato ai pagani, crocifisso. Queste sono solo la conclusione di tutte le altre sofferenze legate al compimento della sua missione. Per Gesù ogni giorno era una grande sofferenza. I cuori non solo era induriti, erano anche contrari. Lui era spiato, osservato, esaminato, analizzato in ogni sua Parola. Ogni gesto veniva trasformato. Finanche i miracoli sono stati attribuiti ad un’alleanza nascosta e segreta con Beelzebùl, il capo dei demòni. Alla malvagità e cattiveria degli uomini Lui rispondeva sempre con grande benevolenza, amore, misericordia, con parole di purissima verità. La sua missione era di salvezza, solo di salvezza, e lui salvava con la verità e la carità. Mai la carità senza la verità. Mai la verità senza la carità. San Pietro nel cortile del sommo sacerdote vide anche sul volto di Cristo Gesù la sofferenza causata con il suo rinnegamento. Ed è lì che sperimentò tutta la misericordia del suo Maestro. Questa carità di Gesù verso di Lui divenne storia che gli permise di riparare il suo peccato e lo costituì pastore delle sue pecore e dei suoi agnelli. Ma anche quanto Gesù visse nel Cenacolo, durante la lavanda dei piedi, è impresso nella memoria di Pietro.
Ora, se Gesù ha amato lui e gli altri apostoli, vi potrà essere mai una sola persona che è costituita in Cristo, per Cristo, con Cristo, Capo e Pastore del suo gregge che possa comportarsi in modo differente dal Maestro? Mai. Ma gli altri non hanno assistito alla missione di Gesù, non sono stati testimoni delle sue sofferenze, come potranno imitare il Maestro? San Pietro aiuta gli anziani con tre regole semplici e molto pratiche. Prima regola: pascete il gregge di Dio che vi è stato affidato, sorvegliandolo non perché costretti ma volentieri, come piace a Dio. Chi è Cristo Signore? Colui che si è spogliato della sua volontà al fine di compiere solo la volontà del Padre. Chi è l’anziano in Cristo Gesù? Colui che annienta se stesso per obbedire al suo Maestro, per amare come Lui, per servire come Lui. Volentieri non significa dalla propria volontà, ma dalla volontà del Padre, dalla volontà di Cristo Gesù, secondo la mozione dello Spirito Santo. Seconda regola: Non per vergognoso interesse, ma con animo generoso. Chi è Cristo Signore? Colui che si è privato di ogni cosa. Tutto ha dato. Niente ha preso. Anche il suo sangue e la sua carne, l’intera vita ha dato per il suo gregge. Anche l’anziano in Cristo Signore deve dare a Gesù tutta la sua vita perché il Padre ne faccia un sacrificio di salvezza.
Esorto gli anziani che sono tra voi, quale anziano come loro, testimone delle sofferenze di Cristo e partecipe della gloria che deve manifestarsi: pascete il gregge di Dio che vi è affidato, sorvegliandolo non perché costretti ma volentieri, come piace a Dio, non per vergognoso interesse, ma con animo generoso, non come padroni delle persone a voi affidate, ma facendovi modelli del gregge. E quando apparirà il Pastore supremo, riceverete la corona della gloria che non appassisce.
Terza regola: Non come padroni delle persone a voi affidate, ma facendovi modelli del gregge. Gesù si è fatto modello degli Apostoli. Ha anche lavato loro i piedi. Essi dovranno sempre lavarsi l’anima, la mente, il cuore, la volontà con l’acqua dello Spirito Santo gli uni gli altri. Anche gli anziani in Cristo dovranno lavare con l’acqua della verità e dello Spirito Santo il cuore di ogni persona loro affidata con lo stesso amore, affabilità, compassione, misericordia, pietà, perdono di Gesù Signore. Il pastore in Cristo deve formare il gregge di Cristo e nutrirlo come Cristo. Qual è il frutto dell’osservanza di queste tre regole? “E quando apparirà il Pastore supremo, riceverete la corona della gloria che non appassisce”. Il pastore non lavora per una misera gloria terrena, per un successo umano, effimero, passeggero. Lavora per una gloria eterna, che mai appassirà. Questa gloria gliela darà il Pastore supremo se avrà osservato queste tre semplici, piccole regole, nelle quali è racchiusa tutta la sostanziale modalità di pascere il gregge del Signore. Il gregge non è suo, ma di Dio.
Madre di Dio, Angeli, Santi, aiutate pastori e greggi a camminare nella verità.